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La famiglia dei Cortenova, nel corso delle lotte che opposero Guelfi e Ghibellini, si schierò a favore del Papa e della Lega Lombarda, alleandosi con Milano e Brescia. Così facendo si attirò le ire del comune di Bergamo (di parte ghibellina), che mise la contea al bando. Nonostante questo, alcuni conti di Cortenova riuscirono comunque a ricoprire importanti cariche politiche nelle città guelfe del Nord Italia: ad esempio Zilio di Cortenova fu vicario imperiale e console di Bergamo nel 1193 (prima dell’alleanza con Milano), Maffeo di Cortenova fu giudice a Milano nel 1207 e podestà di Brescia nel 1227, Egidio I di Cortenuova fu podestà di Brescia nel 1236, mentre Manfredo di Cortenuova fu nel 1227 podestà di Verona,  dove promulgò i primi statuti della città, e nel 1234 di Milano,  dove si alleò con Enrico, il figlio ribelle di Federico II).  

Cortenuova ebbe inoltre un ruolo fondamentale negli scontri fra Federico II di Svevia ed i Comuni della Lega Lombarda; infatti il 27 novembre del 1237 il territorio di Cortenuova fu teatro del principale scontro tra le truppe imperiali e quelle dei comuni lombardi. Sul campo di battaglia si scontrarono circa 30.000 soldati tra le truppe di Federico II e quelle della Lega Lombarda, due fra i più grandi eserciti mai creati nel medioevo.

All’arrivo di Federico nel novembre 1237, l'esercito della Lega si trovava accampato a Manerbio per difendere la strada verso Brescia. Federico II pose l’accampamento poco distante a Pontevico. Per molti giorni i sue avversari si fronteggiarono senza mai venire alle armi. Intanto si avvicinava la brutta stagione e l’esercito della Lega temporeggiava, sicuro che col maltempo l'imperatore, già impegnato da troppo tempo contro i comuni italiani della Lega Lombarda, avrebbe deciso di sospendere le ostilità fino alla primavera seguente.

Federico II capì però la situazione ed usò l'astuzia. Fingendo di ritirarsi nell’alleata Cremona per passarvi l’inverno, passò invece l’Oglio e si diresse a Nord verso Cortenuova, dove sapeva che si sarebbe accampato per la notte l’esercito della Lega sulla via di ritorno a Milano e gli preparò l’imboscata. Il 27 novembre diede l’assalto all’esercito della Lega, che era completamente impreparato allo scontro perchè intento ad alzare le tende per l’accampamento notturno. Fu una strage: in poche ore di combattimento (dalle ore 15 circa alle 17) Federico II distrusse l’esercito avversario, che lasciò sul campo 10.000 uomini tra caduti e prigionieri.

Durante la notte i superstiti dell’esercito guelfo e gli abitanti di Cortenuova lasciarono in silenzio il castello e raggiunsero le montagne. Il giorno seguente l’imperatore occupò e rase al suolo Cortenuova e le sue fortificazioni. Il territorio di Cortenuova passò in mano al Comune di Bergamo, che ne proibì il ripopolamento. Per questo motivo Cortenuova rimase praticamente disabitata fino a oltre la metà del XV secolo, mentre presero importanza i comuni confinanti di Romano, Martinengo e Cividate.

Nel 1454 il territorio di Cortenuova entrò a far parte del feudo di Bartolomeo Colleoni che ne permise la rinascita. Il famoso capitano costruì alcuni edifici rurali sui ruderi del castello distrutto nel 1237 per ospitare i contadini che dovevano coltivare le terre circostanti. Nel 1575 Cortenuova contava circa 300 abitanti e la cifra rimase costante fino all’inizio del XIX secolo. In seguito la popolazione continuò ad aumentare fino a circa 1600 abitanti nel 1951, quando iniziò un lento decremento dovuto all’emigrazione verso i centri industriali; a partire dal 1976, l’apertura di numerosi stabilimenti favorì la ripresa economica e demografica e oggi la popolazione del paese assomma a circa 2000 unità.

Nel 1987 in occasione del 750° anniversario dalla battaglia del 1237 fu eretto un memoriale in piazza Aldo Moro, dove si trova anche il palazzo comunale. La sua posizione è anche simbolica, dato che si pensa occupi lo stesso posto del carroccio della Lega Lombarda durante gli scontri.  

L'architetto che lo ha realizzato è Adolfo Ragionieri, che gli ha attribuito alcuni aspetti simbolici come ad esempio un fascio di lance che richiamano la corona imperiale. Il monumento sorge all'interno di un'aiuola con un diametro di m. 9.00 ed è completamente realizzato in ferro laminato di tipo Fe42 protetto da vernice trasparente. Presenta 20 lance curve di ferro disposte circolarmente e alte m 4.30 e con uno spessore di 15 mm, che sono circondate da due anelli di lamiera, uno superiore ed uno inferiore. In entrambi sono cesellati degli scudi con gli stemmi dei comuni partecipanti alla battaglia: sono 18 dei quali 10 dei comuni guelfi della Lega Lombarda, mentre 8 appartengono ai comuni ghibellini. Sono infine presenti, alla base del monumento, dei ciottoli bianchi e neri che ricordano simbolicamente i caduti in battaglia delle due fazioni.

 

BIBLIOGRAFIA

  • R. Caproni, Cortenuova, Pagazzano 1977.

  • R. Caproni, Cortenuova e la battaglia del 27 novembre 1237, Cortenuova 2007.

  • A. Ragionieri, Monumento commemorativo della battaglia di Cortenuova, Relazione tecnica, allegato A2, 1987.

 

SITOGRAFIA

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